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Il
ponte di Lecco o di Azzone
Visconti fortificato come appariva nel 1700 e nel 1800. Qui
iniziava la Carraia del Ferro.
La Carraia del ferro è stata
per un lungo periodo il principale asse carrabile selciato che
collegava Lecco con Milano utilizzato soprattutto per il trasporto di
semilavorati di ferro provenienti dalla Valtellina e soprattutto
dalla Valsassina. Il traffico pesante avveniva su carri a quattro ruote
trainati da due buoi così come avveniva fino dal periodo romano. La
distanza percorsa in una giornata era di circa 9 km (6 mp) quindi
l'itinerario doveva essere attrezzato con luoghi di sosta per la notte
ed in origine arrivava forse a Vimercate (Vicus Mercati). Leonardo ha
sicuramente risalito a cavallo questa strada per recarsi in Valsassina
per visitare le miniere di metalli che approvvigionavano il ducato di
Milano.
La Carraia, nel tempo, ha cambiato
in parte il suo itinerario diventando la
carrozzabile Lecco - Monza - Milano. Il vecchio nome ed i tratti
meno agevoli sono caduti nell'oblio. Ora la carrozzabile è una
strada asfaltata mentre dell'originale, utilizzata in parte ancora
nell'Ottocento, restano solo
pochi toponimi e qualche tratto dismesso che attraversa zone agricole
o boschive.

La Carraia del Ferro da Lecco a Sirtori
La
Carraia era ancora presente sulla Mappa topografica dello Stato di
Milano secondo la misura censuaria in data del 1777. La strada,
attraversato il ponte di Azzone Visconti,
corre lungo il lago
di Garlate fino a Vignola dove inizia la salita, in terra battuta e
selciata, per Galbiate che termina alla chiesetta di sant’Alessandro.
Da qui si gode una splendida vista aperta sul lago di Garlate, sul
Resegone e sullo sperone roccioso sopra Chiuso e Somasca dove sorge il
castello
dell'Innominato.
Galbiate,
paese posto tra i due laghi di Garlate e di Annone, è un crocevia
importante fino dai tempi dei Romani quando da qui passava anche la
strada pedemontana Bergamo - Como che attraversava l’Adda sul ponte
di Olginate demolito durante le invasioni barbariche.
Da
Galbiate, con direzione sud-ovest, la strada sale a Bartesate
passando accanto alla cascina Costa.
La
strada prosegue sulle colline per Bartesate, Ello, Dolzago
e Resempiano, da dove si dipartono
due
itinerari. Il più recente, non presente sulla mappa del 1777,
continua per Barzanò, Casatenovo, Lesmo, Monza.
Il
più antico, probabilmente la dimenticata Carraia medioevale, passava
invece per Sirtori e Crippa dove sorge un possente
castello di epoca longobarda, luogo di sosta con numerose stalle e
depositi sotterranei.

Il castello Crippa lato Nord da Sirtori
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Il castello
dall'alto. (Google maps)
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Segue una fitta foresta prima di
arrivare a Missaglia "in questo bosco
dove s’entra ora c’è sempre dè birboni annidati" come descritto da
Manzoni nei Promessi Sposi.
Questo tratto è rimasto come un tempo
chiuso ed impenetrabile, "un luogo di solitudine selvaggia".
A Maresso, la strada passava
la profonda valle del
torrente
Lavandaia in un punto non bene identificato per arrivare a Rogoredo,
Camparada ed Arcore ancora attraverso una
fitta
boscaglia. Alla Santa la strada vecchia e la carrozzabile si
univano prima dell'ultimo tratto per Monza. Dal ponte di Lecco
a Monza il percorso è di circa 40 chilometri (circa quattro giorni di
viaggio).

La Carraia del Ferro da Sirtori ad Arcore e Monza
I
costi elevati per il trasporto del ferro e dei minerali divennero il
motivo per cui Leonardo prese in considerazione due alternative per
costruire un canale navigabile fra il ramo di Lecco e Milano. La prima
prevedeva che dal porto di Malgrate si potesse risalire mediante chiuse
l'emissario del lago di Annone fino al piano del lago stesso. Da qui,
passando dal lago di Pusiano e di Alserio, si sarebbe potuto
raggiungere il Lambro e quindi Milano.
Una seconda ipotesi prevedeva di rendere navigabile l'Adda costruendo
un sistema molto complesso di chiuse nella zona dei Tre Corni. Solo
duecento anni più tardi un nuovo progetto lungo questo percorso ha reso
possibile completare il collegamento navigabile fra Lecco e Milano.
Solo allora, negli ultimi anni del 1700, la carraia del ferro cessò la
sua millenaria funzione.

Il disegno dei Laghi Eupilei ed il progetto di
Leonardo per collegare il porto di Malgrate con il fiume Lambro.
L'approssimazione del rilievo e della misura dei livelli dei laghi
lasciano pensare ad un semplice promemoria e non ad un preciso incarico
o studio di fattibilità.
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