I RACCONTI DEI MAGI
Storie e leggende

 

I Re Magi hanno ispirato storie e leggende in ogni epoca e letteratura: dai Vangeli apocrifi a Marco Polo, da Jacopone da Todi a Goethe, da Gabriele d'Annunzio ad Anatole France, e ancora Lope de Vega , William Butler Yeats, Edzard Schaper e Arthur G. Clarke.
Ne "Il Natale dei Magi" Luca Scarlini ha raccolto una ragionata antologia di testi antichi, medioevali e moderni che ci regalano informazioni e suggestioni, emozioni e misteri.

Erode interrogò i Magi, dicendo loro: "Che segno avete visto circa il re che è nato?"
Dissero i Magi : " Abbiamo visto una stella grandissima che brillava tra queste altre stelle e le oscurava, così che le stelle non si vedevano, e noi per questo abbiamo capito che un re era nato per Israele e siamo venuti ad adorarlo".
I Magi se ne andarono ed ecco la stella che avevano visto in oriente li precedeva finchè giunsero alla grotta e si fermò in capo alla grotta. E i Magi videro il Bambino con sua madre Maria , e trassero fuori dalla loro bisaccia dei doni: oro e incenso e mirra.
Ma essendo stati avvertiti dall'angelo di non entrare in Giudea, per altra via se ne tornarono al loro paese.
(Protovangelo di Giacomo)

Ma Iddio volle dimostrare quanto grande è la distanza tra l'opera divina ed ogni altra opera, umana o magica. E li condusse dall'Oriente in Bethlem in tredici giorni senza che si cibassero, bevessero o provvedessero di foraggio le bestie. Al ritorno, invece, riuscirono a stento a compiere in due anni quella stessa via e dovettero faticosamente ricorrere ad interpreti e a guide. Ora, se vi fosse stato qualche magico artificio, quando il loro viaggio fu facile, esso non sarebbe venuto meno in seguito, quando il viaggio era divenuto faticoso e pieno di difficoltà.
Quando, dopo due anni tornarono e giunsero al monte Vaus, vi fecero costruire, in onore del nato re dei Giudei, una cappella, e la adornarono con regale magnificenza. Riposarono, poi, delle fatiche del viaggio e, per rifarsi, si trattennero nel castello che era allora sotto il monte. E lì proprio scelsero il luogo dellla loro sepoltura, e stabilirono di ritornarvi ogni anno, con i loro principi.
(Giovanni di Hildesheim, La leggenda dei re magi)

Quando li tre Magi ebbero cavalcate alquante giornate, vollono vedere quello che 'l fanciullo avea loro donato: apersono lo bossolo, e quivi trovarono una pietra, la quale avea loro data Cristo in significanza che stessono fermi nella fede , ch'aveano cominciata, come pietra: Quando videro la pietra molto si meravigliaro e gittaro questa pietra in un pozzo. Gittata la pietra nel pozzo, un fuoco discese dal cielo ardendo e gittossi in quel pozzo. Quando li re viddono questa maraviglia, penteronsi di ciò ch'avevano fatto. E presono di quello fuoco e portaronne in loro contrada , e puoserlo in una loro chiesa. E tuttavolta lo fanno ardere, e adorano quello fuoco come Iddio; e tutti gli sagrifici che fanno condiscono di quello fuoco; e quando si spegne, vanno all'originale , che sempre istà acceso; né mai nollo accenderebbono se non di quello. Perciò adorano lo fuoco quegli di quella contrada. E tutto questo dissero a messer Marco Polo; e è veritate.
(Marco Polo, Il Milione)

Egli (Federico I) rase al suolo l'altissimo muro della città insieme con gli edifici e per cinque anni di seguito gravò crudelmente le spalle dei cittadini di pesanti gravami; inoltre, ciò che per noi risultò offesa più umiliante e più grande, i corpi dei tre Magi, che nell'anno trecentoquattordici il beato Eustorgio aveva miracolosamente trasportato da Costantinopoli nella nostra città, ci furono, oh dolore!, sottratti e trasferiti a Colonia, città di Alemagna, per opera del suo arcivescovo. Perché ho detto "ciò che per noi risultò offesa più umiliante e più grande"? La causa la indico subito: la città fu ricostruita migliore di prima, ma il tesoro di così grandi reliquie rimane lontano da noi.
(Bonvesin de la Riva, Le meraviglie di Milano)

Siamo i tre re del lontano Oriente,
doni portiamo dal mondo remoto,
passando per campo, prato e monte
seguiamo in fretta l'astro noto.

Stella divina, stella suprema,
stella di bellezza estrema,
guida a occidente, in fretta
guidaci presto alla luce perfetta.

A Betlemme è nato un re
Porto oro di fronte ai suoi piè
Re eterno, sovrano splendore
Non cessar mai per noi di regnare.


Ritornello

Gli offro incenso,
cibo degli dei, immenso,
preghiera e lode, canto di soprani
adoro Dio giungendo le mani
Ritornello

Mirra è il mio dono, le sue note amare
Soffia una vita in mezzo al dolore;
dolore, sospiri, sangue di morto
sigillato in freddo sepolcro.


Ritornello

Lo sollevo al cielo, glorioso
Re, Dio, sacrificio gaudioso
Alleluia, alleluia
Si canta nel regno dei cieli.


Ritornello
(John H. Hopkins, I tre re dell'Oriente)

 

Una sera, persero la stella, come mai?
Per averla troppo guardata.
I due re bianchi erano sapienti di Caldea,
tracciavano a terra cerchi con il bastone.

Facevano calcoli, si grattavano il mento.
Ma la stella era fuggita, come fugge un'idea.
E quegli uomini la cui anima aveva sete di guida,
piansero, mentre alzavano tende di cotone.

Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri due,
si disse: "pensiamo anche a una sete che non sia la nostra:
bisogna dare da bere agli animali".

E mentre teneva in mano il secchio,
nell'umile spicchio di cielo in cui bevevano i cammelli,
vide la stella d'oro, che danzava in silenzio.
(Edmond Rostand, La stella )

 

Conoscete la storia dei tre Magi dell'Oriente e di come essi viaggiarono da lontano per offrire i loro doni alla culla nella mangiatoia a Betlemme. Ma avete mai sentito quella dell'altro Magio, che altrettanto aveva visto levarsi la stella , e si era messo in viaggio per seguirla, eppure non giunse con i suoi compagni in presenza del bambin Gesù? Del grande desiderio di questo quarto pellegrino, e di come esso venne negato, seppur compiuto nella negazione, dei suoi molti vagabondaggi e delle prove a cui fu sottoposta la sua anima, del suo lungo viaggio per cercare e dello strano modo in cui trovò Colui che cercava vi racconterò la storia, così come ho sentito per frammenti nella Sala dei Sogni, nel palazzo del Cuore dell'Uomo.
(Henry Van Dyke, L'altro re magio)

Leggi anche: Il viaggio dei Magi http://viestoriche.net/indexold/remagi.htm

I testi citati sono tratti da :
Il Natale dei Magi
A cura di Luca Scarlini
Einaudi, Torino 2011

 06/01/2012 Rosalba Franchi