Dante al castello di Mulazzo
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venimmo al pi d'una torre al da sezzo.

Mulazzo

Io dico seguitando, eh' assai prima

che noi fussimo al pie dell' alta torre

(Inferno VIII, vv 1-2)


"Anzi, mentre io in Mulazzo mi trovavo nella casa di Dante e aveva al disopra di me la poderosa mole dell' antica torre di guardia, non mi parve punto impossibile che anche l'immagine di questa torre sia balenata alla fantasia di Dante, quando egli diede nuovamente di piglio alla penna, e che ambedue i versi siano soltanto un riflesso del momento in cui furono scritti. (...) Non voglio ommettere di osservare che da Mulazzo si gode una vista meravigliosa delle Alpi Alpuane, di Pietra Apuana, di cui Dante fa cenno l dove descrive lo spesso ghiaccio di Cocito."

Cos il Bassermann nel suo libro di peregrinazioni "Sulle orme di Dante" scritto alla fine dell'Ottocento racconta la sua visita alla casa, posta ai piedi della torre del castello di Franceschino Malaspina, che avrebbe ospitato Dante durante il suo esilio in Lunigiana.
Nel canto XXXII dell'Inferno, inoltre,  Dante cita i monti Tambernic (Tambura) e Pietrapana (Pietra Pania)  appartenenti alle Alpi Apuane e ben visibili dal castello di Mulazzo.

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apuane

La presenza di Dante in Lunigiana documentata da due atti notarili ritrovati presso l'Archivio pubblico di Sarzana nel Settecento secondo i quali Dante Alegerius di Firenze, il 6 ottobre 1306 ante missam fu in Sarzana per conto del marchese Franceschino Malaspina.
Egli fu nominato procuratore per concludere una pace generale fra il ramo dello Spino Secco della famiglia Malaspina e Antonio, vescovo di Luni. Nello stesso giorno verso l' ora terza egli ha di fatto concluso questa pace nel palazzo vescovile di Castelnuovo presso Sarzana.
Dato l'importante compito che gli era stato affidato si evince che Dante fosse in stretta amicizia con la potente famiglia e che potesse risiedere presso di loro. Ne sono testimoni anche i versi del VIII canto del Purgatorio in cui Dante incontra Currado Malaspina.

cominci ella, “se novella vera
di Val di Magra o di parte vicina
sai, dillo a me, che gi grande l era.
Fui chiamato Currado Malaspina;
non son l’antico, ma di lui discesi;
a’ miei portai l’amor che qui raffina”.

La Casa di Dante ora visitabile una struttura culturale polivalente allestita a Mulazzo,  antica capitale del ramo dello Spino Secco dei Malaspina che dominava tutta la riva destra della Val di Magra, il porto alla bocca del Magra e il feudo di Villafranca. Idealmente ricondotta al soggiorno di Dante in Lunigiana, la sala museale costituita dall’intero piano nobile dell’ultima casa-torre del XIII secolo rimasta della cinta muraria del borgo storico medievale.

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epigrafe

La struttura nasce nel 2003 come semplice Museo Dantesco Lunigianese ‘L. Galanti’, poi nel 2007 si trasforma in sala polivalente con l’aggiunta delle Sezioni specialistiche della Galleria Artistica, della Biblioteca Dantesca Lunigianese, della Sala Didattica Multimediale e del Book shop.

Poche sono le informazioni sul castello di Mulazzo. Un primitivo edificio sorse nella parte opposta dove si trova oggi la torre di Dante, a dominio della direttrice viaria che risaliva verso la Val di Vara. Per la sua importanza strategica, a guardia di una strozzatura della valle, fu pi volte distrutto. A testimoniare l’esistenza dei due castelli che si succedettero all’interno del borgo murato, rimangono oggi solo poche tracce.
Il castello aveva pianta rettangolare, con la corte e un massiccio torrione. La grande torre esagonale, la cosiddetta torre di Dante che probabilmente raggiungeva i trenta metri d’altezza, fu ridotta allo stato attuale nel 1743 dagli stessi Malaspina.

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Mulazzo - (Turismo in lunigiana)
CastellodiMulazzo.pdf - (museoleduefortezze.it)
Mulazzo, cosa vedere - (Viaggiare Oltre)
Fotografie (amalaspezia.eu)
Bassermann: Sulle Orme di Dante
Marzo 2021, Dario Monti