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Il passo del Monginevro
in epoca Romana |
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ed. Centro Documentazione Alpina, Torino
Da Augusta Taurinorum (Torino)
fu realizzata una strada interamente carrozzabile che attraversava
Segusio (Susa), raggiungeva il Matrona Mons (Monginevro), (1854
m), e di lì scendeva a Brigantio (Briancon). A distanza di cento anni occorreva rendere più agevole quell’itinerario con una strada lastricata e delle mansiones che facilitassero le soste lungo il percorso. Fino ad allora le attività belliche e il transito sulle Alpi erano possibili soltanto durante i mesi estivi, ma le nuove esigenze amministrative dell’Impero imponevano traffici il più possibile regolari anche nei mesi invernali. Le nuove strade dovevano avere un fondo resistente alla neve e ai ghiacci, manutenzione regolare da parte delle popolazioni locali preposte e stazioni di sosta che confortassero i viaggiatori. Il passo del Monginevro, nell’antichità, era quello che maggiormente garantiva le comunicazioni durante tutto l’arco dell’anno, un po’ grazie alle minori precipitazioni nevose rispetto ai passi più settentrionali, un po’ per la pendenza leggermente più agevole rispetto al Moncenisio.
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A Susa, dove la strada proveniente dalla pianura si biforcava verso i due valichi del Monginevro e del Moncenisio, un capo locale seppe trarre vantaggio dal passaggio obbligato: in cambio della tranquillità e della sicurezza garantita ai Romani nel transito dei passi, ottenne il riconoscimento della sua autorità. Donnus assunse il titolo di re, si alleò, tramite legami familiari, con le tribù indigene da una parte e dall’altra delle montagne, controllò i traffici nei due sensi di marcia riscuotendo i pedaggi e ottenendo per i suoi figli e le generazioni future il titolo di “portieri delle Alpi”. Pompeo probabilmente passò
dal valico del Monginevro nel 77 a.C., per condurre i suoi uomini
in Spagna contro Sertorio, riferendo di una strada diversa e
più agevole rispetto a quella di Annibale. Nella Tabula Peuntingeriana
il valico è indicato come Druantium, dalla prossimità
della sorgente della Durance, ma in generale il passo è
chiamato Matrona Mons e Ammiano ne spiega il motivo: “dalla
sommità del versante italico si estende per sette miglia
un altipiano fino alla stazione di Marte. E di qui si innalza
una montagna molto alta e difficilmente valicabile fino alla
cima di Matrona, così chiamata da una nobile donna che
vi trovò la morte. Da questa località si apre una
via più spedita e più agevole fino al castello
di Brigantia.” Anche Augusto si servì del valico del Monginevro durante le sue campagne d’oltralpe e addirittura rischiò di precipitare in un burrone: “uno dei maggiorenti galli confessò ai suoi che una volta, durante una traversata delle Alpi, essendosi avvicinato a lui [Augusto] con la scusa di un colloquio, mentre invece aveva l’intenzione di precipitarlo dentro un burrone, se n ‘era sentito impedito, placato al solo vederlo. “(Svet. De vita Ceas. Il, 79, 2)
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Dicembre 2005 |